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Lavoratori impatriati - Agevolazioni e benefici per chi rientra in Italia

Fiscoeasy, commercialista online, con l’intento di approfondire, in modo semplice, i temi fiscali di maggiore attualità, questo mese ti offre un approfondimento sul sugli incentivi che il decreto crescita ha previsto per i lavoratori impatriati.

Con lo scopo di incentivare il rientro in Italia dei nostri concittadini che negli anni passati si sono trasferiti all’estero il Governo Italiano attraverso il Decreto Crescita ha apportato importanti novità alla normativa cosiddetta “Impatriati”.

In base a tale norma i redditi di lavoro dipendente, i redditi di lavoro autonomo (attività professionale) e i redditi di impresa (ma solo dall’anno 2020) concorrono alla formazione del reddito complessivo solo per il 30%. Ossia viene tassato solo il 30% dell’importo del reddito prodotto.

Le condizioni, per l’applicazione di tale disciplina di favore, sono le seguenti:

  1. non essere stato residente in Italia nei 2 periodi d’imposta precedenti il trasferimento;
  2. impegnarsi a risiedere nel nostro Paese per almeno 2 anni;
  3. prestare l’attività lavorativa prevalentemente in Italia.

L’agevolazione si applica a decorrere dall’anno in cui è avvenuto il trasferimento della residenza ai fini fiscali in Italia e per i quattro anni successivi. Quindi 5 anni.

E’ importante sottolineare che il trasferimento della residenza si considera tale se rispetta i requisiti previsti dalla normativa tributaria ossia se riguarda la maggior parte dell’anno quindi almeno 183 giorni nell’anno solare.

La normativa di vantaggio si applica ai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia a partire dall’anno  successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto crescita (pertanto dal 2020). Dato che, come sopra indicato, il requisito del trasferimento deve sussistere per la maggior parte dell’anno, è necessario che la residenza venga trasferita successivamente al 30 giugno 2019: in tal caso i redditi prodotti in Italia nella seconda parte dell’anno 2019 dai non residenti saranno assoggettati all’imposizione ordinaria, mentre il requisito della residenza potrà configurarsi dal 2020.

E’ importante sottolineare che chi decide di trasferire la propria residenza in una delle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria Sardegna e Sicilia) gode di un aumento dell’esenzione del reddito imponibile Irpef pari al 90%. Pertanto il reddito oggetto di tassazione sarà pari solo al 10%.

Ulteriori modalità per prorogare le agevolazioni o per godere di un ulteriore esenzione sono le seguenti:

  • proroga delle agevolazioni per ulteriori cinque anni, tuttavia con una riduzione della detassazione al 50%, a coloro che hanno almeno un figlio a carico o minorenne (anche in affido preadottivo) e a coloro che diventino, successivamente al trasferimento della residenza nel nostro Paese o nei 12 mesi successivi, proprietari di almeno un immobile residenziale in Italia;
  • proroga delle agevolazioni per ulteriori cinque anni per coloro che hanno almeno tre figli a carico o minorenni (anche in affido preadottivo) con una detassazione del reddito imponibile Irpef elevata al 90%.

Dato che l’agevolazione riguarda il reddito imponibile ai fini IRPEF l’agevolazione relativa alla normativa “impatriati” è incompatibile con il regime forfettario.

Per maggiori approfondimenti e/o informazioni puoi sempre contattare fiscoeasy, il tuo commercialista online,  collegandoti al sito www.fiscoeasy.it.

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