Perché gli acconti fiscali e contributivi sorprendono sempre i professionisti
Acconti fiscali e contributivi: Perché sorprendono sempre i professionisti ?
Uno dei momenti più importanti, da un punto di vista fiscale, per un professionista è il momento della redazione della dichiarazione dei redditi e quindi il pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali.
La conoscenza dell’importo da versare a volte sorprende creando delle tensioni di liquidità perché nella pianificazione non si tiene conto dell’obbligo di versamenti degli acconti delle imposte e dei contributi previdenziali INPS o ad alcune casse previdenziali private.
Capire come funzionano gli acconti è fondamentale per evitare errori, sanzioni e soprattutto per pianificare il pagamento.
Cosa sono davvero gli acconti fiscali e contributivi
Diciamo subito che gli acconti non sono un’imposta in più. Sono un anticipo delle imposte e dei contributi che si presume saranno dovuti per l’anno in corso, calcolato sulla base dell’anno precedente.
Il meccanismo è semplice, anche se solo in apparenza:
- si prende come riferimento l’imposta dovuta per l’anno precedente;
- si applica una percentuale che è pari al 100%;
- l’importo viene versato in due momenti: il 30 giugno (1° acconto, insieme alle imposte per l’anno precedente) e il 30 novembre (2° acconto)
Perché l’acconto può risultare “sproporzionato”
Ci sono diverse situazioni tipiche in cui l’acconto sembra eccessivo:
- primo anno in cui si redige la dichiarazione dei redditi in quanto si ha la sensazione di pagare due volte le imposte perché non esiste un acconto precedente da scomputare;
- calo di compensi nell’anno in corso rispetto all’anno precedente oppure un aumento dei costi non previsto;
- eventi personali o professionali straordinari
In questi casi, il calcolo matematico basato sul passato non fotografa correttamente il presente.
L’aspetto contributivo: spesso sottovalutato
Molti professionisti guardano solo alle imposte (IRPEF o imposta sostitutiva da regime forfettario), dimenticando che anche i contributi previdenziali alla Gestione Separata dell’INPS prevedono il versamento degli acconti. Tale aspetto, soprattutto il primo anno di versamento, incide in modo rilevante sulla liquidità.
Soprattutto nel primo anno, l’impatto sulla liquidità può essere rilevante:
- l’acconto è pari all’80% dei contributi dovuti per l’anno precedente;
- viene versato anch’esso in due rate, il 30 giugno e il 30 novembre
Un errore frequente è non coordinare imposte e contributi, con l’effetto di trovarsi a pagare importi elevati in momenti ravvicinati.
Oltre all’INPS, anche alcune Casse previdenziali private richiedono il versamento di acconti contributivi.
Un esempio è l’ENPAP, la Cassa Previdenziale degli Psicologi. Gli iscritti sono tenuti a versare entro il 1° marzo di ogni anno un acconto pari al 70% dei contributi soggettivi e integrativi dovuti per l’anno precedente.
Metodo storico o metodo previsionale: la scelta che fa la differenza
Gli acconti possono essere determinati:
- con il metodo storico (calcolo matematico, ma rigido)
- con il metodo previsionale (più aderente alla realtà, ma da valutare con attenzione)
Il metodo previsionale consente di ridurre l’acconto se si prevede un reddito inferiore, ma comporta un rischio concreto se la previsione è errata e si versa meno del dovuto, si dovranno versare sanzioni e interessi.
Ecco perché non è una scelta da fare in base ad una sensazione ma solo in maniera pianificata.
Pianificare è fondamentale
Il vero problema non è l’acconto in sé, ma subirlo senza pianificazione.
Una corretta consulenza fiscale consente di:
- stimare il reddito in modo realistico
- valutare se ridurre o confermare l’acconto
- evitare sanzioni future
Il vero valore di un commercialista (anche online) e Fiscoeasy
Un commercialista non serve solo a predisporre una dichiarazione dei redditi.
Serve, soprattutto, a guidare il professionista nelle scelte, prima che i problemi emergano.
In Fiscoeasy lavoriamo proprio in questa direzione: un servizio di consulenza fiscale e contabilità online gestito da commercialisti, in cui la tecnologia è uno strumento, non un sostituto del ragionamento professionale.
L’obiettivo è aiutare i professionisti a pagare nel modo corretto e senza sorprese perchéla fiscalità resta una materia umana, fatta di interpretazioni, responsabilità e scelte consapevoli.
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A cura:
Rossano Cuscito
Dottore commercialista
Co-founder Fiscoeasy