per psicologi, medici e professionisti
Quando si applica la marca da bollo da 2 euro, chi deve pagarla, come indicarla in fattura e cosa cambia con la fatturazione elettronica e il bollo virtuale
La marca da bollo da 2 euro è un adempimento molto frequente per i professionisti che emettono fatture senza applicazione dell'IVA.
Psicologi, medici, professionisti sanitari e, più in generale, coloro che effettuano prestazioni esenti IVA si trovano spesso a dover capire quando il bollo è dovuto, chi deve sostenerne il costo e come deve essere gestito.
La questione diventa ancora più interessante per chi emette un numero elevato di fatture sanitarie non elettroniche e può valutare l'utilizzo del bollo virtuale.
Vediamo quindi come funziona
Quando si applica la marca da bollo da 2 euro?
In linea generale, sulle fatture emesse da chi adotta il regime forfettario e sulle fatture per prestazioni sanitarie, esenti dall'IVA, emesse da coloro che adottano il regime semplificato deve essere applicata l'imposta di bollo quando l'importo della fattura supera 77,47 euro. L'imposta di bollo è pari attualmente a 2 euro.
Per esempio, uno psicologo in regime forfettario che emette una fattura di 100 euro dovrà assolvere l'imposta di bollo. Se invece la fattura è di 50 euro, non si applica il bollo.
Un esempio
Uno psicologo emette una fattura per:
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Prestazione sanitaria
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€ 100,00
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Imposta di bollo
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€ 2,00
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Totale da pagare
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€ 102,00
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I 2 euro possono essere addebitati al paziente.
Ma c'è un aspetto fiscale importante da conoscere
Chi paga la marca da bollo?
Dal punto di vista dell'imposta, il professionista che emette e consegna la fattura è il soggetto tenuto ad assolvere il bollo secondo le modalità previste. Il costo dell'imposta può tuttavia essere addebitato al cliente.
I 2 euro di bollo sulla fattura addebitati al cliente sono compenso ?
Con la Risposta ad interpello n. 428 del 12 agosto 2022, l'Agenzia delle Entrate ha affrontato proprio il caso di un professionista in regime forfetario che addebitava al cliente l'imposta di bollo.
L'Agenzia ha chiarito che, poiché il professionista è il soggetto passivo dell'imposta, il riaddebito del bollo al cliente costituisce parte integrante del compenso.
Di conseguenza, per un professionista, i 2 euro addebitati al cliente concorrono alla determinazione dei compensi rilevanti ai fini del regime forfetario quindi non solo concorrano alla tassazione ma anche al raggiungimento della soglia di € 85.000.
In pratica
Se lo psicologo applica:
- prestazione: 100 euro
- bollo addebitato al paziente: 2 euro
il cliente pagherà 102 euro, ma ai fini fiscali il professionista dovrà considerare anche i 2 euro riaddebitati come parte dei propri compensi, secondo i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate.
Marca da bollo sulla fattura: come funziona?
Quando si parla di imposta di bollo sulle fatture è importante distinguere innanzitutto il tipo di fattura che il professionista è tenuto a emettere.
Per psicologi, medici e altri professionisti sanitari, infatti, la normativa prevede il divieto di emissione della fattura elettronica per le prestazioni sanitarie effettuate nei confronti di persone fisiche.
Pertanto, quando uno psicologo o un medico effettua una prestazione sanitaria nei confronti del proprio paziente, la fattura non viene trasmessa tramite il Sistema di Interscambio (SdI), ma viene emessa in formato analogico/cartaceo o con modalità diverse dalla fattura elettronica e inviata al Sistema Tessera Sanitaria.
Il divieto è stato introdotto per tutelare la riservatezza dei dati relativi alla salute contenuti nelle fatture.
Questo significa che, per esempio, lo psicologo che fattura una prestazione sanitaria direttamente al proprio paziente persona fisica non deve confondere le regole del bollo sulle fatture elettroniche con quelle applicabili alla propria fattura.
E il bollo come si assolve?
Nel caso della fattura non elettronica, quando sussistono i presupposti per l'imposta di bollo, il professionista deve applicare la marca da bollo da 2 euro sulla fattura cartacea tranne nel caso in cui venga autorizzato dall’Agenzia delle Entrate all’applicazione del “bollo virtuale”.
Attenzione: non tutte le fatture del medico o dello psicologo sono necessariamente fuori dalla fatturazione elettronica
Il divieto riguarda specificamente le fatture relative a prestazioni sanitarie rese nei confronti di persone fisiche.
Un professionista sanitario può infatti trovarsi a emettere anche documenti per i quali non opera il divieto e che, pertanto, devono essere gestiti attraverso la fatturazione elettronica secondo le regole ordinarie
Se si tratta, invece, di fatturazione elettronica non bisogna naturalmente applicare fisicamente una marca da bollo sulla fattura.
Quando una fattura elettronica è soggetta all'imposta di bollo, il professionista deve indicare nel file XML l'assolvimento dell'imposta valorizzando a "SI" il campo "Bollo virtuale".
Attenzione però a un equivoco molto comune.
Il "bollo" della fattura elettronica non è il vero “bollo virtuale”
Sono infatti due meccanismi differenti.
Fattura elettronica
Il professionista:
- emette la fattura elettronica;
- indica nel file XML che la fattura è soggetta a bollo;
- l'importo viene conteggiato dall'Agenzia delle Entrate;
- il bollo viene versato con le modalità previste, normalmente attraverso il portale "Fatture e corrispettivi" o mediante F24
Che cos'è invece il bollo virtuale?
Il vero bollo virtuale è una modalità di assolvimento dell'imposta che prevede una preventiva autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate che viene rilasciata, generalmente, se il professionista emette un numero molto elevato di fatture.
La procedura prevede specifici adempimenti, tra cui l'autorizzazione, la dichiarazione annuale e il versamento dell'imposta secondo le modalità previste.
È quindi una procedura che può essere utilizzata quando non si emettono fatture elettroniche ma fatture non elettroniche come quelle per certificare compensi per prestazioni sanitarie nei confronti di persone fisiche ossia l’attività più comunemente svolta da uno psicologo o medico.
Il bollo virtuale può essere conveniente per chi emette molte fatture?
Sì, può essere una soluzione da valutare soprattutto per i professionisti che emettono un numero elevato di documenti soggetti a imposta di bollo.
Pensiamo, ad esempio, a uno psicologo o un medico che emette diverse centinaia di fatture ogni anno e che è costretto a comprare le marche da bollo da applicare fisicamente su ogni fattura emessa. In questo modo ottenuta l’autorizzazione dall’Agenzia delle Entrate provvederà a versare con le modalità previste dalla normativa l’importo delle marche da bollo prima su un numero presunto di fatture da emettere ogni anno e poi a consuntivo in base alle fatture realmente emesse.
Se vuoi saperne di più contattaci ti assisteremo nella richiesta dell’autorizzazione e nella gestione annuale del versamento dell’imposta di bollo.
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Fattura sanitaria a persona fisica
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Bollo su fattura elettronica
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Bollo virtuale
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Documento
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Fattura non elettronica per prestazione sanitaria resa a persona fisica
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Fattura elettronica
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Fatture non elettroniche
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Marca fisica
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Sì
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No
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No
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Indicazione in fattura
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Campo "Bollo virtuale" = SI
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Specifica autorizzazione dell'assolvimento
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Autorizzazione preventiva
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No
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No
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Sì
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Versamento
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Con l’acquisto della marca da bollo
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Secondo le regole del bollo sulle e-fatture
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Secondo la procedura del bollo virtuale
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Dichiarazione annuale specifica
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No
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No
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Sì
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Quanto e quando si paga il bollo sulle fatture elettroniche?
L'imposta dovuta sulle fatture elettroniche viene determinata dall'Agenzia delle Entrate sulla base dei dati delle fatture emesse.
Il pagamento è effettuato con riferimento ai trimestri e può essere eseguito tramite l'apposita funzionalità del portale "Fatture e corrispettivi", con addebito sul conto corrente, oppure mediante modello F24.
Esistono inoltre particolari regole che consentono di rinviare il versamento quando l'importo dovuto rimane entro determinate soglie.
Per questo, soprattutto per chi emette molte fatture, è importante non limitarsi ad apporre correttamente il bollo sulla singola fattura, ma controllare periodicamente la posizione presente nel portale dell'Agenzia delle Entrate.
In sintesi
Per psicologi, medici e altri professionisti è importante ricordare che:
- la marca da bollo è di 2 euro;
- sulle fatture soggette a bollo il presupposto ricorre, in linea generale, quando l'importo supera 77,47 euro;
- nelle fatture elettroniche non si applica materialmente una marca: il bollo viene assolto attraverso il sistema previsto per le e-fatture;
- il campo "Bollo " della fattura elettronica non va confuso con il vero bollo;
- il bollo può essere addebitato al cliente;
- l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che il bollo riaddebitato al cliente costituisce compenso e concorre alla formazione del reddito;
- chi emette un numero elevato di fatture può valutare, con il proprio commercialista, se la procedura del bollo virtuale possa essere conveniente.
Un'ultima attenzione
Il bollo è un adempimento apparentemente semplice, ma può diventare insidioso quando si considerano insieme regime fiscale, natura della prestazione, fatturazione elettronica, detraibilità della spesa sanitaria e riaddebito al cliente.
Per questo, soprattutto per chi emette molte fatture, è importante impostare correttamente la procedura fin dall'inizio.
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