Cosa cambia dal 1° gennaio 2026 per la Tassazione delle criptovalute
Le criptovalute e altri asset digitali rappresentano forme di investimento sempre più diffuse. Bitcoin, Ethereum e i numerosi token digitali stanno diventando strumenti comuni anche tra piccoli investitori. Con l’aumento del loro utilizzo, il legislatore ha introdotto nuove regole fiscali, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026. In questo articolo spieghiamo cosa sono le criptovalute, come vengono tassate e quali sono le principali novità.
Cosa sono le criptovalute
Le criptovalute sono valute digitali che utilizzano tecnologie crittografiche per garantire sicurezza e decentralizzazione. Rispetto ad altri strumenti finanziari, si distinguono per alcune caratteristiche principali:
- Non sono emesse da banche centrali;
- Possono essere detenute in wallet digitali o su piattaforme di exchange;
- Consentono trasferimenti rapidi e spesso anonimi.
In pratica, le criptovalute permettono di trasferire valore in modo digitale senza intermediari tradizionali, offrendo nuove possibilità di investimento e pagamento.
Tassazione delle criptovalute in Italia
Attualmente le criptovalute sono soggette a tassazione e le eventuali plusvalenze e minusvalenze devono essere riepilogate in dichiarazione dei redditi. Pertanto i guadagni derivanti dalla compravendita devono essere riportati nella dichiarazione con particolare attenzione al quadro RW.
Dal 1° gennaio 2025, inoltre, è stata eliminata la soglia di 2.000 euro sotto la quale le plusvalenze derivanti dalla cessione o detenzione di criptovalute non erano tassate.
Pertanto, nella dichiarazione dei redditi 2026, relativa all’anno 2025:
- Plusvalenze: tassate al 26% sui guadagni da compravendita;
- Obbligo dichiarativo: le criptovalute devono essere indicate nel quadro RW o del quadro W del modello 730;
- Imposta di bollo (IC/IVCA): 2 per mille sul valore in euro delle criptovalute al 31 dicembre.
Non sono fiscalmente rilevanti le operazioni di permuta tra criptovalute (es. Bitcoin ed Ethereum). Anche i proventi derivanti da attività come staking, mining e airdrop sono soggetti a tassazione con l’aliquota del 26%
Criptovalute Novità fiscali dal 1° gennaio 2026
La Legge di Bilancio 2026 introduce modifiche importanti, volte a rafforzare il controllo sulle ricchezze liquide e digitali e a rendere più chiara la tassazione delle criptoattività.
Inclusione nel patrimonio ISEE
Dal 2026, tutte le criptovalute possedute dal nucleo familiare dovranno essere dichiarate ai fini ISEE, indipendentemente dal wallet o dalla piattaforma utilizzata. L’obbligo vale insieme a conti correnti esteri e rimesse verso l’estero, con l’obiettivo di valutare correttamente il patrimonio delle famiglie per l’accesso a prestazioni sociali agevolate.
Aliquota sulle plusvalenze
- L’aliquota ordinaria sulle plusvalenze derivanti da criptovalute passa dal 26% al 33%, mentre per token denominati in euro resta il 26%.
Queste novità rafforzano la tassazione dei guadagni derivanti da criptovalute e garantiscono maggiore trasparenza.
Consigli pratici per i contribuenti
Per gestire correttamente le criptovalute e rispettare le nuove regole fiscali:
- Verificate regolarmente wallet e piattaforme per mantenere una contabilità aggiornata;
- Aggiornate la dichiarazione dei redditi riportando correttamente plusvalenze e minusvalenze e i proventi derivanti da attività come staking, mining e airdrop
- Prevedete l’inclusione delle criptovalute nell’ISEE se si intendono richiedere prestazioni sociali agevolate.
Le criptovalute rappresentano un’opportunità di investimento interessante, ma richiedono attenzione alle regole fiscali. Con le modifiche previste dal 2026, diventa fondamentale pianificare correttamente le operazioni e la dichiarazione dei redditi.
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Dichiarazione dei Redditi (con redditi italiani e criptovalute).
A cura di:
Rossano Cuscito
dottore commercialista
co-founder Fiscoeasy